Premio della Pace

 
Questa iniziativa del Club, in collaborazione con il Club contatto di Angoulême (Fran­cia), è rivolta agli studenti imolesi degli Istituti Superiori. Il Premio, che si svolge inin­terrottamente del 1978, consiste, per gli imolesi, nella redazione di un elaborato in lin­gua francese mentre per gli studenti di Angoulême l’elaborato è in lingua italiana.  Gli elaborati vengono scambiati fra i Club dove apposite Commissioni proclamano i vinci­tori (normalmente due per Club). I vincitori sono inviati, a spese dei Club, per due settimane presso il Club gemel­lato dove vengono ospitati in famiglia. Il Premio ha lo scopo di far conoscere ai vincitori culture, usi e costumi di paesi diversi dal nostro e di inculcare nei partecipanti il concetto di pace, di tolleranza e di coesistenza pacifica. Nel volume pubblicato per ricordare il "35° del Premio della Pace e dell'Intesa Mondiale." sono indicati i nomi dei vincitori dall’anno rotariano 1978-1979 al 2012-2013.
"Premio della Pace" - foto di gruppo con molti protagonisti dei 35 anni

Vincitori Edizione 2012 - 2013

Carmela Galetta e Mattia Venturi
Eve Grousseaud e Charlotte  Libert, le vincitrici francesi.

35 anni di "Premio della Pace" Tre generazioni a scuola di pace con il Rotary

 
In mezzo ci sono tre generazioni. Harry Kissinger e Maggie Thatcher. Il crollo del muro di Berlino. L’11 settembre, la cattura e l’uccisione di Osama Bin Laden. Storia nelle storie del Premio per la pace e l’intesa mondiale dei popoli ‘Arrigo Fanti’ che il Rotary organizza da 35 anni e che oggi viene celebrato a Palazzo Sersanti in occasione della giornata mondiale della pace. L’idea di mettere insieme tutti i vincitori, ma anche gli organizzatori storici e lui, il papà francese dell’iniziativa, il dottor François Giraud, è di Gianni Andalò, l’attuale presidente del Rotary. «Mi sembrava il minimo, è un grande evento e vogliamo celebrarlo», dice. FORMULA semplice per una manifestazione bellissima e complessa (in francese, semplicemente Prix de la Paix) che trae le sue origini nella collaborazione rotariana tra i club di Imola e quello francese di Angoulême, un delizioso paesino della Charente, a metà strada tra Parigi e Bordeaux. Tu, studente di Imola, scrivi un tema in francese che tratti della pace e dell’armonia tra gli uomini; una commissione, fra tutti gli istituti superiori, legge gli elaborati e i migliori vanno in vacanza (ma si può chiamare vacanza? Piuttosto è un accrescimento totale della cultura e dell’anima) in Francia. Ad Angouleme, ovviamente, ospiti dei soci del club. Per anni il sogno si è chiamato Moulin de Voeuil, il mulino di Voeuil, l’incredibile casa di Giraud, il medico francese che ha vinto nel 1997 il prestigioso premio per l’educazione alla pace dell’Unesco e che oggi è proprio qui, a Imola. Io, che il premio l’ho vinto, in quel mulino ci sono stato. Eravamo cinquanta: francesi, russi, tedeschi, marocchini, americani, ungheresi, italiani. Un simbolo vivente di quella «pace e intesa dei popoli» che il Premio vuole celebrare. OGGI al Sersanti i ragazzi di ieri e quelli dell’altro ieri si trovano proprio col dottor Giraud. Si inizia alle 9.30 con Andalò, Sergio Santi (presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola), il sindaco Daniele Manca e il vescovo Tommaso Ghirelli, per entrare poi nel pieno della giornata con il governatore del distretto rotariano 2070 Franco Angotti. Si va dall’intervento di Giraud, premio Unesco per l’educazione alla pace nel ‘97, a quelli di due rotariani già vincitori del premio, Elisabetta Baldazzi (1996-1997) e Giorgio Dall’Osso (1990-1991), fino alla premiazione dei vincitori 2012-2013 e alla presentazione del libro dedicato a questo evento. Un’avventura che dopo 35 anni non è ancora finita. Valerio Baroncini - (da il "Resto del Carlino del 28 maggio 2013)
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